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Saper ascoltare ci salverà dall’AI Coach?

Team building e coaching per squadre sportive e aziendali

Saper ascoltare ci salverà dall’AI Coach?

Non poteva passare inosservata ai miei occhi questa notizia: in una lega dilettantistica inglese, nei sobborghi di Londra, ha fatto il suo debutto nella squadra del Wingate and Finchley, il nuovo allenatore… AI Coach, ovvero un allenatore di intelligenza artificiale, che detta la formazione, gli schemi, le sostituzioni e forse detterà anche la dieta per i calciatori prima della partita.

Sembra impensabile, eppure c’è chi sperimenta. Al momento con scarsi risultati sul campo, ma  chissà…

Mi è sembrato incredibile, eppure allenare una squadra è una delle cose più difficili del mondo, lo constato spesso e osservo lo stress di tanti allenatori sul campo, ma anche di tanti manager dietro le scrivanie al lavoro.

Adoro la parte del mio lavoro che mi permette di allenare le persone, anche se devo ammettere spesso brucio tantissime energie.

Preparare una partita è spesso come preparare un meeting, allenare campioni è a volte più difficile di allenare una squadra di persone meno talentuose, ma con tanta determinazione in corpo.

Sicuramente avranno guadagnato molta visibilità coloro che hanno attrezzato questa esperienza di far debuttare similmente a come si fa con Alexa questo allenatore, ma, pur essendo un fan sfegatato della tecnologia, credo di non tifare per questo approccio.

L’allenatore migliore è colui che lavora sulla motivazione di breve e lungo periodo, che sa gestire lo spogliatoio e farsi carico delle responsabilità, che  coltiva il talento e tira fuori il meglio di ogni giocatore o collega che ci è stato affidato, che capta gli umori, percepisce quando è il momento di rischiare o quando offrire una pausa, che sa guardare negli occhi i giocatori, li sa ascoltare e conosce le parole giuste da utilizzare per tirar fuori il meglio da ognuno.

A quale stile mi ispiro? A quello del Coach, senza dubbio, perchè reputo che la miglior missione possibile sia sempre quella di raggiungere risultati aziendali, ma migliorando un po’ le persone del team, per raggiungere risultati ancora migliori domani, in un clima di fiducia reciproca.

Mi sembra che ormai la sfida sia lanciata… ora che ci penso però lui potrà parlare con i giocatori 24 ore su 24, magari potrà parlare contemporaneamente con ognuno di loro (questa cosa ogni tanto vorrei saperla fare anche io), di sicuro potrà velocemente far tesoro di mille esperienze… sta a vedere che per competere con un AI Coach diventerà fondamentale saper ascoltare meglio di lui…

In bocca al lupo a tutti e, come sempre, se ritieni di volerti confrontare con un Coach, ancora non artificiale, contattami!

 

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